Chi è l’osteopata?

L’osteopata è una figura professionale riconducibile al settore delle medicine non convenzionali. In Italia, a partire dagli anni 80, ha riscosso un crescente consenso da parte di un’utenza sempre più numerosa e trasversale.

In quali casi ci si rivolge all’osteopata?

Tutti possono avvalersi della professionalità dell’ osteopata, bambini, sportivi, casalinghe. Ci si rivolge per esempio per la risoluzione di problemi legati al dolore articolare o al mal di schiena; il bagaglio culturale osteopatico è vasto e consente risposte adeguate a livello preventivo oppure per facilitare il recupero dell’organismo dopo un trauma o una malattia.

In quali fasce di età è utile l’ osteopatia?

L’osteopatia è utile in tutte le fasce di età, dallo screening neonatale fino alla vecchiaia. Per ogni età esistono tecniche appropriate utili al mantenimento ed al recupero del benessere ed al controllo delle predisposizioni negative dell’organismo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima il 25% degli adulti sopra i 25 anni affetto da disabilità e dolore collegati, ad esempio, all’artrosi; milioni di persone con una qualità di vita condizionata che potrebbero trarre un beneficio importante dal trattamento osteopatico.

I bambini possono essere trattati con l’osteopatia?

L’osteopatia in pediatria sta diventando sempre più una valida alternativa all’utilizzo dei farmaci: molti pediatri, per esempio consigliano il trattamento osteopatico nella cura delle otiti recidivanti. L’osteopata si affianca alle figure sanitarie nel trattamento delle scoliosi o nei problemi ortodontici.

La potenzialità intercettiva nella valutazione delle predisposizioni rende l’osteopatia una valida alternativa preventiva dei disturbi futuri già da uno screening neonatale.

La cultura della prevenzione si concretizza nei rapporti diretti con la Federazione Italiana dei Medici Pediatri che, attraverso scambi culturali e congressi, si dimostra sempre più interessata ed attenta alle possibilità offerte dal trattamento osteopatico.

Quali sono i rapporti nell’ambito sanitario italiano?

Superate le diffidenze iniziali, molta strada si è fatta nell’ambito delle collaborazioni. L’osteopatia ha modificato sensibilmente il modo di intendere la medicina e contribuito all’evoluzione di una diversa riabilitazione sempre più attenta alla globalità individuale che considera in modo primario la qualità di vita del paziente.

Alla luce di quanto sopra esposto, perché l’osteopatia è non regolamentata?

L’inserimento di una nuova professione nel contesto sociale è un processo laborioso e molto lungo che deve vincere le resistenze delle professioni riconosciute ed organizzate.

La non regolamentazione di una professione non deve confondersi con l’illecito o l’abusivismo: sia la giurisprudenza che le istituzioni riconoscono la legittimità dell’esercizio della professione osteopatica nell’ambito delle sue competenze specifiche.

Esiste in Italia una regolamentazione per l’osteopatia?

Al momento è al vaglio una proposta di legge che prevede l’inquadramento della professione di Osteopata come professione sanitaria.

DDL Lorenzin n. 1324.

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=17&id=970012&idoggetto=774224

Come si svolge la professione?

L’attività può essere svolta in uno studio professionale, con l’apertura di partita Iva, all’interno di locali idonei, in forma singola o associata. Anche a livello di servizio sanitario nazionale si intravedono segnali di apertura. Si iniziano infatti a valutare con favore i vantaggi che il trattamento osteopatico garantisce in termini di rapporto tra costi e benefici. Alcune esperienze pilota, in strutture pubbliche, rappresentano un modello che apre possibili nuovi sviluppi per la professione.

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