La differenza tra osteopata e fisioterapista

Osteopatia o Fisioterapia quali sono le differenze?

La differenza tra osteopata e fisioterapista è una domanda molto frequente, chi si avvale delle prestazioni di un fisioterapista o di un osteopata?

“Quale differenza sussiste tra le due figure professionali?”

La risposta comprende la differenza della filosofia alla base delle due discipline.

La Fisioterapia

La fisioterapia si occupa del recupero post traumatico e dei disturbi neurologici connessi a patologie invalidanti quali:

  • ictus
  • traumi midollari
  • paralisi celebrali infantili e similari.

Si tratta di un lavoro molto importante che accompagna il paziente verso il recupero della mobilità e dell’autonomia compromessa in una fase delicata, spesso caratterizzata dai timori sui tempi di recupero e dal desiderio di un rapido ritorno alla normalità.

Un altro settore che caratterizza la fisioterapia è l’impiego di apparecchiature elettromedicali utili in trattamenti finalizzati al controllo del dolore e al miglioramento delle limitazioni di mobilità legate a processi infiammatori.

Il progetto terapeutico riabilitativo si avvale della consulenza e delle indicazioni del medico fisiatra. Il recupero del paziente avviene mediante esercizi individuali assistiti.

Il fisioterapista è un professionista sanitario riconosciuto dal Ministero della Salute, inserito tra le professioni sanitarie della riabilitazione.

Il percorso di studi prevede una formazione universitaria triennale, da 180 CFU (Crediti formativi universitari).

Di recente, i fisioterapisti italiani sono stati riconosciuti in forma ordinistica, convergendo
nell’ ordine dei TSRM https://www.tsrm.org/ .

L’Osteopatia

L’osteopatia interviene nell’approccio alla persona indipendentemente dallo stato di salute.
Il progetto osteopatico si avvale esclusivamente dell’approccio manuale senza l’utilizzo di strumentazioni.

L’allenamento preparatorio formativo dell’osteopata è indirizzato allo sviluppo della percezione manuale e all’utilizzo di specifici test, idonei per:

  • individuare restrizioni della mobilità
  • deviazioni delle traiettorie fisiologiche durante il movimento.

L’osteopatia considera il corpo come una unità.
L”approccio esclude un lavoro settoriale, ricercando l’origine delle problematiche anche in punti lontani dalla manifestazione del problema.

L’ approccio olistico contempla i settori:

  • strutturale
  • viscerale
  • cranio sacrale
  • fasciale
  • biodinamico

Per ognuna delle branche elencate si applicano metodologie e tecniche peculiari specifiche.

Il bagaglio tecnico si basa sulle conoscenze anatomo-fisiologiche e la conoscenza interpretativa delle catene relazionali tra le strutture e della loro possibilità di movimento.

Dalla nascita alla vecchiaia l’osteopatia trova la sua applicazione con un approccio dolce e mirato che non pone limiti nell’applicazione nelle varie fasce d’età.

La professione dal 2018 è individuata come professione sanitaria, ma tuttora in attesa di definire i percorsi formativi futuri e l’applicazione dei decreti attuativi.

Sui percorsi formativi per diventare osteopata, è consigliata la lettura dell’nostro articolo su come diventare osteopata.

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